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La carne rossa è cancerogena?”… “Devo diventare vegetariano?”… “Vegano sarebbe ancora meglio? Più sicuro?”  Ho ricevuto negli ultimi giorni decine di telefonate e messaggi di questo tenore dai miei Clienti e quindi vorrei fare chiarezza, se mai fosse possibile fare chiarezza su un argomento del genere, mettendo i puntini sulle i – come usa dire in queste circostanze.

Premetto: l’argomento è molto complesso e cercherò di sintetizzare e semplificare al meglio delle mie capacità, ma è chiaro che alcuni concetti vanno semplificati se no scrivo un trattato e non un post per un blog! Sarò comunque lieta di confrontarmi con eventuali domande e commenti che potete lasciare qui sotto.
Innanzitutto: io mi sono letta integralmente la fonte ORIGINALE in INGLESE da cui è partita la notizia (lo studio della IARC pubblicato dal The Lancet) e quanto riporto di seguito fa fede a quello e SOLO a quello. Ho letto sui giornali e in internet e sentito in tv di tutto e di più – atteniamoci a quanto detto e non facciamo illazioni di ogni sorta per favore.

FATTO: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito le carni LAVORATE nel Gruppo 1 (sostanze cancerogene) e la carne ROSSE nel Gruppo 2A (sostanze probabilmente cancerogene).
Già su questa semplice affermazione potremmo discutere per un’ora. Lo studio della IARC da cui trae origine l’articolo parla in generale di carni lavorate, dove per lavorate si intende TUTTO, ovvero qualunque tipo di processo alimentare: salatura, fermentazione, lavorazione (curing), affumicatura, etc. compresa l’aggiunta di mille conservanti ed additivi vari. Ora, uno studio scientifico che si possa definire tale non può generalizzare in questo modo: salare o fermentare NON sono la stessa cosa! Affumicare oppure aggiungere conservanti ed additivi in quantità industriale NON sono la stessa cosa!! In termini pratici, significa dire che una bresaola è LA STESSA COSA di una salsiccia inscatolata o di un würstel – spero sia chiaro ed evidente a tutti che NON SONO la stessa cosa. Questa generalizzazione, già da sola, non dal punto di vista nutrizionale ma da quello SCIENTIFICO, sarebbe sufficiente per rispedire al mittente la ricerca della IARC.

Ma non finisce qui: l’OMS dice che il numero di morti per consumo di carni lavorate è di 34mila all’anno. NEL MONDO. Da un punto di vista scientifico statistico (e la matematica non è il mio campo, ma non è neppure un’opinione) il calcolo è semplice: al momento in cui scrivo la popolazione mondiale è di 7 miliardi 377 milioni 431mila 684 persone  quindi ho lo 0,000004% percento di probabilità che mi riguardi (anzi, meno perché sono una femminuccia e, purtroppo per i maschietti, la percentuale è superiore negli uomini). Giusto per capirci, è ESTREMAMENTE più probabile che muoia in un incidente stradale (2,09% delle probabilità), che mi suicidi (1,53%), che qualcuno mi uccida (0,98%), cadendo (0,69%), affogando (0,67%) o addirittura avvelenata (0,61%) o mentre vado in bicicletta!

Detto questo, andiamo avanti: lo studio si riferisce a persone con consumo MEDIO per persona AL GIORNO di 50-100 g di carne rossa, con punte fino a 200g/al giorno. Due etti di carne rossa al giorno, tutti i giorni?!? Ma se mangiate due etti di carne al giorno tutti i giorni non è molto probabile che vi venga qualcosa: è SICURO. E se mangiate carne lavorata tipo  würstel o carne in scatola vi garantisco che ne basta molto meno. Ma non saranno mica gli additivi e i conservanti a causare problemi? Come possiamo stabilire ‘a priori’ come hanno fatto quelli della IARC, a dire che la colpa è della carne e non degli ormoni, degli antibiotici e di tutte le altre integrazioni nei foraggi che le bestie ingurgitano prima di essere macellate? Che carni hanno mangiato i soggetti dello studio? Tutti gli alimenti (e sottolineo TUTTI) hanno una valenza diversa legata alla loro qualità: la carne della bestia che rumina all’alpeggio non è della stessa qualità di quella delle bestie da macello ingrassate artificialmente negli allevamenti! Nuovamente, un’affermazione del genere da un punto di vista scientifico è semplicemente insostenibile e ritengo che la modalità di comunicazione dell’OMS e dei media sia irresponsabile anche solo per una questione di etica dell’informazione. Affermazioni del genere tipo ‘La carne rossa è cancerogena’ scatenano un panico assolutamente ingiustificato se non supportate da una adeguata e corretta spiegazione.

La carne rossa, se guardiamo la piramide alimentare, è sempre stata inserita come un alimento da mangiare con moderazione, non a livello giornaliero ma due/tre volte a settimana e studi come quello pubblicato dalla IARC contro le carni compaiono regolarmente, con motivazioni diverse, almeno una volta all’anno. Sia ben chiaro che non vorrei far credere che sono a favore della carne per partito preso: ma credo che pensare che se mangio la bresaola, nelle giuste quantità, mi viene il cancro sia solo terrorismo psicologico. Se questi alimenti li mangiamo due o tre volte a settimane alternate a pesce, legumi, carne bianca e formaggio, con 5 porzioni tra frutta e verdura di stagione al giorno, non ci dobbiamo assolutamente allarmare. Scegliete, come sempre diciamo, la qualità, prodotti freschi e naturali e variate la vostra alimentazione il più possibile: il segreto è l’equilibrio – è la prima regola in natura e anche la più importante.

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