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Domenica sono andata a Torino alla Festa dello Sport per intervistare degli sportivi e sentire da loro come si alimentano durante la loro attività e quanto l’alimentazione possa incidere sulla loro prestazione.

Ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Lucio Maurino, campione a livello mondiale di karate specialità kata. Per Lucio la nutrizione è tutto: “se si vogliono prestazioni e risultati d’eccellenza bisogna nutrirsi con eccellenza” e “attraverso la nutrizione si capisce se stessi e si impara come vivere meglio”. Lui, ad esempio, mangia 3 volte al giorno – e fa anche 2 snack, bilanciando i carboidrati della frutta e verdura (preferibili a quelli di pasta e pane) con le proteine della bresaola e della fesa di tacchino e con i grassi della frutta secca.

In Piazza Vittorio, in mezzo a bambini che lanciavano il pallone da football americano e guardavano con stupore i caschi lucidati, ho incontrato Andrea Morelli, quarterback dei Giaguari di Torino. Andrea mi ha confessato che ha iniziato questo sport quando era in forte sovrappeso e che nonostante l’attività gli imponga di mangiare 5 volte al giorno, la corretta alimentazione a base di carboidrati a colazione e pranzo e proteine (senza sale) a cena lo sostiene durante i suoi faticosi allenamenti e partite. Questo gli ha permesso di trasformare il grasso in muscoli ed arrivare ad avere un fisico scolpito.

Pensavo che il controllo del peso fosse una fissazione solo di noi donne, invece, ho scoperto, grazie a Franco Sancassani, che lo è anche in sport insospettabili come il canottaggio. Franco – campione mondiale di canottaggio pesi leggeri, che deve restare sotto i 72,5 Kg per poter gareggiare nella sua categoria, mi ha detto che “non bisogna essere troppo fissati sul peso ma provare a mangiare poco di tutto per tutto l’anno per evitare spiacevoli yo-yo che, a lungo andare, andrebbero ad incidere anche sull’aspetto psicologico della performance”. Anche lui si alimenta 5 volte al giorno privilegiando molto di più le proteine ai carboidrati e ai grassi.

Continuando a camminare nelle vie gremite del centro circondata da bambini e adulti che si divertivano a provare le varie attività sportive, tra una partita a ping-pong ed una sfida al mega calciobalilla di Piazza San Carlo incontro Andrea Macrì, paraolimpico di scherma e atleta di sledge hockey dei Tori Seduti. Anche con lui scambio due parole sul tema dell’alimentazione e Andrea, giovane 21enne, è meno sensibile alla qualità ma più attento a mangiare sempre quando si ha fame e non lasciare mai il classico “buco nello stomaco” perchè anche il mangiare troppo, male o nulla incide sia sul suo fisico che sulla sua prestazione.

Oggi, oltre ad aver trascorso una giornata divertente ed aver provato mille sport sconosciuti, ho imparato che tutti gli atleti amatori e professionisti sono concordi sull’affermare che l’alimentazione è alla base per ottenere una prestazione fisica e mentale di alto livello. Alcuni sono rigidi nella scelta della qualità di cibi, altri sono rilassati nell’inserirli nella loro quotidianità ma tutti considerano una dieta sana uno stile di vita e non una privazione: chi “poco ma spesso”, chi fa 5 pasti al giorno, chi segue “L’Operazione 4R” ma per tutti tanta tanta acqua.

I più sensibili a questo argomento, come Lucio Maurino, sono anche consigliati da un esperto ed evitano di fare il fai da te personalizzando le varie categorie di alimenti (carboidrati, proteine e grassi) a seconda se l’attività è aerobica o anaerobica.

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