Serena Maso e Simone Sanfilippo

Ballerini

Danze Caraibiche

danza sportiva

Simone e Serena sono atleti ballerini professionisti della danza sportiva – e non solo: sono pluri-campioni di specialità a livello nazionale ed internazionale, nonché campioni mondiali in carica di danze caraibiche.

Il lavoro che stiamo svolgendo insieme deve quindi necessariamente tenere conto delle elevate esigenze di forza, resistenza e concentrazione che la loro giornata richiede – durante l’allenamento, ma anche nelle ore di insegnamento e soprattutto in gara per via dell’alto livello di stress agonistico a cui i ragazzi sono sottoposti spesso per molte ore.

Con Serena e Simone quindi abbiamo iniziato un lavoro sulla parte dell’energia e dell’idratazione. I balli caraibici mescolano in modo allegro, il ritmo, la vivacità e la sensualità. È un modo di ballare ricco di figure sempre più complesse ed intense. Avere più energia a disposizione significa per loro mantenere più a lungo lo sforzo senza cali di prestazione ed è sinonimo non solo di potenza, ma anche di resistenza.

Una considerazione fondamentale è il diverso ruolo e le diverse esigenze tra uomo e donna: Simone deve essere flessibile e con movimenti sinuosi, ma con una struttura muscolare solida per sostenere il peso della compagna quando si fanno le coreografie; Serena deve rimanere il più leggera possibile per muoversi e per non “pesare” su Simone, ma necessita anche di potenza per saltare con facilità.

I loro programmi alimentari sono quindi diversi e personalizzati per queste esigenze ma, come nel ballo, concorrono al raggiungimento di un unico scopo comune. Mai come in questo caso abbiamo visto come non esista una sola formula di alimentazione corretta, bensì una propria specifica alimentazione che va a fare una notevole differenza su performance, fatica, forza muscolare e che deve prevenire il rischio di infortuni.

Ultimo, ma non meno importante, Serena e Simone viaggiano molto spesso anche all’estero e quindi è importante mangiare spesso e bere molto per mantenere alti i livelli d’energia, evitare la disidratazione (soprattutto in aereo) e sentire, il meno possibile, l’effetto negativo del jet-lag.