Il tonno in scatola è tra gli alimenti prediletti dagli sportivi ed è molto gettonato in estate all’interno delle nostre insalatone, come condimento veloce per la pasta o come snack. Come possiamo scegliere un buon tonno in scatola?

Il tonno in scatola è un prodotto ottenuto dal taglio del muscolo del pesce, cotto in acqua con aggiunta di sale, sgocciolato e sterilizzato. Poi viene inscatolato in olio oppure confezionato in liquido di governo acquoso.
I fattori che fanno la differenza per la nostra salute sono ingredienti utilizzati, le tecniche applicate durante la lavorazione e la qualità della materia prima.
La legge impone che il tonno appartenga al genere thunnus, senza necessariamente dover specificare la specie, obbligando però ad usarne una soltanto all’interno della stessa confezione.

Quale tipo di tonno scegliere?

Sapere che tipo di tonno stiamo acquistando è un’informazione importante per capire se è più a rischio inquinamento, sfruttamento e, se siete come me, sensibili all’ambiente ed all’ecosistema.
Le specie che possiamo trovare sono:
tonno obeso (Obesus),
tonno rosso (Thynnus),
tonno Alalunga,
e tonno a pinne gialle (Albacares).
Il tonno rosso è tra i più pregiati, diffuso nelle acque tropicali dell’Oceano Atlantico e nel mar Mediterraneo ma, a causa della pesca intensiva degli ultimi decenni, risulta ormai a rischio di estinzione, tanto da comparire nella lista rossa di Greenpeace. A seguire, qualitativamente, troviamo Il Tonno Alalunga, il Tonno Albacares e in ultima posizione il tonno obeso.

Il secondo fattore importante è il liquido di conservazione.
L’olio utilizzato per conservare il tonno in genere non è di qualità eccelsa: meglio quindi scegliere il tonno al naturale così da poter aggiungere il nostro ottimo olio extravergine 100% italiano dopo averlo sgocciolato bene.
Inoltre verificate che sia privo di conservanti o coloranti, ma soprattutto senza l’integrazione di esaltatori di sapidità come il glutammato monosodico E621.

Il terzo fattore è la qualità del taglio usato.
Il tonno è un pesce di notevoli dimensioni e quindi presenta parti anatomiche che hanno caratteristiche diverse. La legge non impone di indicare la porzione di tonno utilizzata, dunque i prodotti che la indicano sono spesso solo quelli di qualità superiore (pensiamo, per esempio, alla “ventresca” o al “filetto” di tonno).
Il tonno in scatola di qualità peggiore si riconosce per la presenza di piccoli pezzetti di carne, invece di pezzi unici, sodi e ben definiti. Possiamo trovare tracce di corpi estranei, come frammenti di viscere, squame o lische oppure parti più scure “bruciacchiate” date da un eccessivo riscaldamento.

Il mio consiglio è di acquistare sempre il tonno nel vasetto di vetro e di grandi dimensioni perché permette di valutare la qualità del prodotto, il colore della carne, la struttura delle fibre e se i filetti sono più o meno spezzettati.
Ma non solo… il tonno conservato in scatoletta può contenere tracce di piombo e Bisfenolo A, un problema che, rispetto al pesce fresco, va ad aggiungersi al problema del possibile accumulo di mercurio, che caratterizza tutti i pesci di grandi dimensioni, e alla possibile presenza di istamina.
Se riuscite, cercate il marchio Dolphin Safe, Friend of the Sea e MSC che garantiscono l’uso di metodi selettivi per la pesca, escludono la cattura di delfini, verificano che i tonni pescati siano adulti e preservano gli ambienti oceanici.

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